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Si-Hing Mauro - Allenamento al parco

Sihing Mauro – Allenamento al parco

“Don’t be stuck in the Form. Never.”  Non fermarti nella Forma.

Quante volte mi sono sentito ripetere queste parole dal mio insegnante. E le sento tutt’ora, dopo oltre due anni di pratica, perché il rischio è sempre dietro l’angolo. La tentazione di imparare “a memoria” un esercizio, invece che imparare ad “agire a memoria”, ossia in modo istintivo, è sempre lì. Apprendere l’esercizio invece che dall‘esercizio.

All’inizio, ovvio, il rischio è più concreto, anzi è scontato. Quando inizi a praticare WingTsun hai pochi riferimenti attorno. Ti trovi in un mondo che per sua natura ha ben pochi punti fermi, se non vaghi concetti fumosi di “cedimenti”, “morbidezza”, “adattamento”. Bla, bla bla… Tante parole. Sai solo che dovunque ti giri senti qualcuno che ti dice “Non irrigidirti! Non bloccare!” e così tu, bravo e ubbidiente allievo, non blocchi. E ti prendi un pugno in faccia. Poi un altro. E un altro ancora. Non sai che fare, senti la frustrazione salire, ma non sai come salvarti il muso. Non sei preparato e ti aggrappi a quello che puoi. Le Forme, così come tutti gli esercizi più strutturati (sezioni1, routine..), sono gli unici punti di riferimento che trovi e così finiscono ben presto per diventare il tuo “obiettivo”. Sei determinato, vuoi fare l’esercizio bene, fluido, perfetto. Segui un percorso, ma non ti accorgi che stai sbagliando strada. L’obiettivo non è l’esercizio, non è la sezione o la routine, ma quello che c’è dopo, il “principio” che sta dietro. L’esercizio in sé è solo un mezzo. Questo perché non si tratta di “tecniche” da imparare (in quel caso l’approccio sarebbe corretto), ma di reazioni del corpo da interiorizzare. È quello il vero scopo dell’esercizio. Cascare nell’errore è però facilissimo, anche quando ne sei pienamente consapevole.

Cedere, adattarsi, assorbire sono concetti fantastici, ma alle orecchie del principiante sono solo belle parole, perché purtroppo il cervello e il fisico non sono una macchina razionale, vanno ad istinto. E all’inizio l’istinto è quello ‘sbagliato’, porta ad irrigidirsi e così….blocchi! Bloccare – o parare, come si è soliti dire – per  un praticante di WingTsun equivale al supremotremendocattivissimopeggior errore che si possa commettere.  Sei colpevole e da condannare alla pena massima: legato all’uomo di legno a subire pugni a catena per l’eternità 😀 (Si scherza, obviously…)

Quindi, dicevamo, cerchi di stoppare tutti i colpi dell’avversario. Perché? Perché da sempre, da quando siamo piccoli, abbiamo imparato a fare così, a buttare le mani avanti e stoppare ciò che ci arriva addosso. C’è poco da fare, se cado metto le mani avanti e evito di lasciare i denti sul pavimento. Allo stesso modo, se mi arriva un pugno in faccia, butto le mani avanti e lo blocco! Mi proteggo! La prima parte – lanciare le mani avanti a sé – è ottima, la seconda invece non è la soluzione migliore, almeno non contro chi è più forte di te. Muoversi, spostarsi, uscire dal target è forse più efficace. Ma dopo anni di ‘condizionamento naturale’, non puoi riprogrammare il cervello con semplici parole solo perché il tuo insegnante di WT dice che si fa così. Devi quindi fornire input costanti, ogni giorno, fino a che non cambi modo di agire. La didattica serve a questo, non a ricreare possibili situazioni reali. La realtà non sarà mai come in un esercizio. Sono balle! Forse può valere negli sport da combattimento, dove tra lo sparring e l’incontro le differenze sono minori. Ma rispetto ad una rissa da strada o a un aggressione, c’è in mezzo un mare. Troppe variabili, molta tensione in più, il cervello che ti mostra la scritta “temporarily unavailable” e i muscoli – specialmente quelli delle braccia – che si contraggono e ti immobilizzano. Un esercizio non potrà mai ricalcare questa situazione, è da ingenui crederlo. Non è quello il suo obiettivo.

Gli esercizi e le forme da tuoi amici possono diventare i tuoi peggiori nemici, se non sei in grado di gestirli bene. Dalla chiave per la libertà diventano la tua gabbia, auto-costruita per giunta.

La sfida, quindi, non è fare l’esercizio alla perfezione, ma capire cosa vuole trasmettere e farlo talmente tante volte da innestare una reazione spontanea e inconscia allo stesso stimolo in una situazione reale e inattesa. Già, la ciccia è tutta qui. Che quando ci alleniamo sappiamo cosa vuole fare l’avversario, ce lo aspettiamo (ovvio…) e quindi reagire è infinitamente più semplice. In una situazione reale invece non abbiamo idea di cosa farà il nostro potenziale avversario. Imparare a memoria gli esercizi espone proprio a questo problema. Se invece permettiamo al corpo di imparare i movimenti (intesi come reazioni, non come tecniche) che quel particolare esercizio vuole sollecitare, allora avremo una speranza in più di reagire in modo efficace.

La linea che separa le due cose è sottile e quasi invisibile. Come fare allora ad allenarsi bene?  Come riconoscere se si è sulla strada giusta? Beh, dalla mia breve esperienza posso dire che nel momento in cui vi accorgete che un esercizio vi riesce da manuale, tanto che state per chiamare l’amico con l’iphone per farvi riprendere e caricare il video su youtube…..quello è proprio il momento in cui “iniziare” ad allenarlo sul serio. Se l’esercizio può darvi qualcosa, lo farà DA QUEL MOMENTO in poi. Non prima. Fermarsi lì equivale a conoscere una ragazza, chiacchierarci tutta la sera e quando lei sta per lasciarvi il numero, cambiare tavolo. Non molto utile, vero? So, don’t stop, go on practicing!

E se il vostro compagno di allenamento è in gamba, cercherà di mettervi in difficoltà, di variare leggermente gli attacchi, per non farvi abituare e non farvi eseguire l’esercizio e basta. Se supererete brillantemente questi ostacoli, allora potrete andare fieri di aver fatto un buon lavoro.

Come mi ripete sempre il mio insegnante (che è effettivamente un po’ troppo logorroico), le sezioni e tutti gli esercizi sono solo un ponte per andare da qualche parte. Non sostate su quel ponte. Non è importante l’esercizio o la sezione. Potete creare i vostri personali esercizi, sezioni, routine, quello che volete. Le sezioni in particolare sono solo una delle migliaia di modi di allenare una particolare reazione. Scegliete voi il modo che preferite. Probabilmente ci sono modi migliori, esercizi ugualmente efficaci, se non di più. Quello che conta è l’idea, il principio custodito nell’esercizio. Quello è l’unica cosa che deve essere rispettata.

Non pensate “Questa è la sezione e in combattimento devo fare così.” No, shit, via, dimenticatelo. Il WingTsun non insegna “movimenti”, insegna a muoversi. È questo forse l’aspetto che più differenzia questo stile rispetto alle altre arti marziali. È questa, forse, la lezione più importante che io abbia imparato.

Mauro De Toni

(1) Piccola nota sulle sezioni. Le sezioni sono delle sequenze prestabilite di attacchi e difese – una sorta di Forme fatte in due – basate sulla pressione corporea. In soldoni chi attacca genera una pressione (attraverso un pugno, una spinta, …) e chi difende reagisce su impulso di quella pressione, agendo dunque attraverso uno stimolo tattile e non visivo. Sia gli attacchi sia le difese sono già definiti, quindi si tratta di uno stimolo tattile “facilitato”, banalmente perché so già cosa farà il mio avversario. Eseguire correttamente le sezioni è però ben più complesso di quel che si creda. Ogni Sezione è composta da un determinato numero di attacchi e difese, in una specie di coreografia. Da notare bene che, per i motivi sopra espressi, non sono una simulazione di combattimento, ma fanno invece parte di un programma didattico. Come detto nell’articolo – ma ribadirlo non fa mai male :p – lo scopo delle Sezioni e di tutti gli altri esercizi è quello di insegnare in modo “sistematico” determinate reazioni corporee, da richiamare poi istintivamente al ‘momento giusto’ (si spera mai…).

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Stage WingTsun EWTO Locarno 2012

Stage WingTsun EWTO Locarno 2012

Lo scorso weekend a Locarno (Svizzera) si è svolto uno stage di Wing Tsun con Sifu Giuseppe Schembri (8PG) responsabile nazionale per la Svizzera. Anche noi di Wing Tsun Milano abbiamo partecipato a questi due fantastici giorni di stage. Nella prima parte dello stage di sabato si è lavorato sui programmi di Wing Tsun Tradizionale, ognuno al suo livello, io in particolare, ho avuto la fortuna di poter lavorare tutte le sezioni di Chi Sao per quarto grado tecnico che derivano dalla forma dell’uomo di legno. Sifu Schembri è stato molto prodigo di dettagli in particolare sulla seconda sezione del pupazzo dove ci ha fatto vedere alcune varianti che derivano dai nuovi programmi di reazioni. La seconda parte dello stage di sabato invece ha preso in considerazione il lavoro sui nuovi programmi di Folding su colpi diretti e circolari. Lo stage della domenica mattina invece è iniziato con alcuni esercizi di ChiKung e il resto della giornata si è incentrato sullo studio dei nuovi programmi di ReakTsun; una ripetizione dei programmi di Folding visti il giorno precedente ed esercizi con i coltelli.

Bellissimo stage e location stupenda, Locarno è un piccolo paradiso con questo suo lago in mezzo alle montagne. Speriamo di ritornarci pure il prossimo anno sempre più numerosi.

Voglio ringraziare Sifu Giuseppe Schembri per la possibilità di partecipare a questo stage, tutti gli amici svizzeri come Patrik, Patrizia e Sifu Freddy ma in particolar modo i miei allievi, Malko, Giuseppe e Matteo che mi seguono in Italia e in Europa per gli allenamenti di Wing Tsun ! Grazie di Cuore ragazzi !

Stage WingTsun Locarno 2012 Gruppo WingTsun Milano

Stage WingTsun Locarno 2012 Gruppo WingTsun Milano

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Stage Wing Tsun Maiorca 2012

Stage Wing Tsun Maiorca 2012

Ieri sera alle 21:00 siamo atterrati a Milano di ritorno dalla bellissima isola di Maiorca. E’ stato un bellissimo stage di Wing Tsun, di 6 giorni, nel quale abbiamo lavorato con maestri internazionali come il Gran Maestro Keith Kernspecht, Dai Sifu Giuseppe Schembri, Dai Sifu Oliver Konig e Dai Sifu Andreas Gross.

Allo stage erano presenti oltre 100 persone  provenienti da tutta Europa( Svizzera, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Bulgaria, Svezia, Spagna) e persino dagli Stati Uniti. Abbiamo alloggiato in un bellissimo hotel vicino Capdepera nella città di Font De Sa Cala (Nord Est dell’isola di Maiorca) e ci siamo allenati sulla spiaggia li vicino. Il programma di allenamento prevedeva ogni mattina dalle 10:00 alle 13:00 allenamento di Wing Tsun. Pomeriggio Escrima con Master Bill Newman e Wing Tsun ChiKung, alla sera invece, solo per gradi alti, piccoli gruppi con il Gran Maestro Kernspecht.

Si è lavorato molto sui programmi tradizionali, (ES: Forme e Sezioni di Chi-Sao) e sulla nuova didattica, i programmi di Blitz Defence, Folding, ReakTsun e sulle nuove “Big-Routine, questi nuovi programmi sono a mio parere un’eccezionale rivoluzione nel modo di insegnare il Wing Tsun (ricordo che questi programmi derivano dalle forme più alte ed avanzate del sistema).

Ricordo a tutti gli allievi di Wing Tsun Milano che lunedi 30 aprile durante il normale corso di Wing Tsun ci sarà una lezione speciale nella quale daremo tutte le novità sui programmi allievo dallo stage di Maiorca ! Non mancate !

A presto con un nuovo post con le foto dello stage !

Nota finale: L’Hotel era davvero stupendo, visto che non eravamo in alta stagione il costo era davvero accessibile 30 euro a notte per un Hotel a 4 stelle con 2 Piscine, Campo da Golf e da Tennis. Ricordo inoltre che il volo andata e ritorno da Milano e costato circa 100 euro.Un esperienza da ripetere, magari come hanno fatto i colleghi delle altre nazioni venendo con la propria famiglia, per poter combinare assieme una piacevole vacanza ed allenamento con persone che condividono i tuoi interessi, ovvero il Wing Tsun.

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Stage di Wing Tsun 17 Marzo MilanoSabato 17 Marzo a Milano città presso la palestra BeOne Club in Corso Sempione 10 si svolgerà uno stage gratuito di Wing Tsun Kung Fu.

Lo stage è aperto a tutti, dai neofiti ai praticanti di altri stili di arti marziali che vogliono conoscere il Wing Tsun.

Lo stage si svolgerà dalle 14:00 alle 16:00 alternando fasi di teoria, esercizi a vuoto e in coppia affrontando i seguenti temi:

Storia del Wing Tsun 

– La Prima Forma del Wing Tsun – Siu Nim Tao – Forma della Piccola Idea

Aggressione e combattimento sportivo: differenze

Chi Sao e Sezioni di Chi Sao

Uomo di Legno

Per i praticanti di altre arti marziali durante lo stage verrà inoltre presentato il nuovo programma di ReakTsun. 

Lo stage è completamente gratuito, la palestra BeOne mette a disposizione, spogliatoio con armadietto, doccia e un asciugamano pulito.

Per mantenere uno standard qualitativo adeguato i posti allo stage sono limitati, si invita dunque le persone interessate a prenotarsi allo stage utilizzato uno dei seguenti contatti:

Posta Elettronica

Palestra BeOne: reception@beoneclub.it

Insegnante: david.calligaris@wingtsunmilano.com 

Telefono

Palestra BeOne: 02.89702100 – 02.89702101

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Un Piccolo Gruppo Wing Tsun Milano allo Stage a Savona

Un Piccolo Gruppo Wing Tsun Milano allo Stage a Savona

Ieri domenica, 23 ottobre nella cornice della città di Savona, si è svolto uno stage di Wing Tsun con il responsabile nazionale per l’Italia Dai Sifu Filippo Cuciuffo.  Sveglia ore 06:00, colazione veloce, ritrovo con gli allievi di Wing Tsun Milano in diverse parti della città, che a quell’ora della domenica mattina ha un suo fascino tutto particolare, poi autostrada e via. Dopo un paio di uscite sbagliate in autostrada, arriviamo alle 09:30 nella palestra di Master Maurizio Corti (5PG) puntuali per l’inizio dello stage con Master Filippo Cuciuffo. Quattro ore di stage, nei quali abbiamo lavorato sull’importanza della adattabilità rispetto alle posizioni statiche e rigide, dell’importanza della coordinazione e dell’armonia corporea per l’esecuzione delle tecniche.

Un sentito complimento a tutti i miei allievi del corso di Wing Tsun Milano per aver passato l’esame e per l’impegno costante in questa NOSTRA nuova avventura di Wing Tsun nella città di Milano.

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Stage Livorno Ottobre 2011

Stage Livorno Ottobre 2011

Secondo giorno nella soleggiata città di Livorno in Toscana. Anche oggi un fantastico stage di Wing Tsun con Sigung Kernspecht. Oltre al Gran Maestro sono presenti diversi Master; Dai Sifu Oliver Konig (7PG) responsabile per l’Austria, Dai Sifu Filippo Cuciuffo (7PG) il nostro responsabile per l’Italia,  i Master Italiani, Sifu Alessandro Nascig (5PG),  Giuliano Moni (5PG), Paolo Pasquini (5PG), Stefan Crnko (5PG).

Questi due primi giorni di stage sono stati molto interessanti, oltre a una parte pratica, sempre più impregnata dei nuovi programmi di Reak Tsun,  anche un’interessantissima parte teorica sull’importanza dei principi del Wing Tsun rispetto alla tecniche.

Ricorso ai praticanti di Wing Tsun Milano, che il corso a Milano questa sera, sarà seguito da Sihing Marco (12SG) sempre presso la Palestra BeOne in Corso Sempione 10 a Milano dalle 20:30 alle 22:00 in quanto io sono a Livorno per questo stage di aggiornamento.

La lezione con me si terrà come al solito il lunedì con interessanti aggiornamenti sul programma di ReakTsun.

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Copertina DVD Il Mito Dell Uomo Di Legno

Copertina DVD Il Mito Dell Uomo Di Legno

Segnalo questo DVD di Wing Tsun della Budo International.

The Myth of the Wooden Dummy (Il mito dell’uomo di legno) 

Abstract:

Questa è la prima volta nella storia che la EWTO pubblica un DVD ufficiale sulla prima e seconda sezione dell’uomo di legno e sulle relative applicazioni. Il leader dell’EWTO, il Gran Maestro Keith R. Kernspecht e la sua squadra di Maestri del Wing Tsun, presentano le prime due parti della forma dell’uomo di legno, le applicazioni classiche (Uomo di Legno/Chi-Sao), le serie di lotta e le relative applicazioni di combattimento reale. Troverai anche alcune scene girate nel Castello Langenzell, dove il Gran Maestro Kernspecht insegna come combinare le tecniche liberamente, senza un ordine prestabilito, cosa che non era mai stata mostrata prima d’ora.

Vi lascio al link promozionale su youtube  (consiglio di guardare gli ultimi secondi del video, da minuto 3:55, con le applicazioni libere di Sigung Kernspecht:

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