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Posts Tagged ‘Arti Marziali’

Questo weekend i ragazzi di Wing Tsun Milano si sono allenati duramente per due giorni al Parco Solari (Giardini Don Giussani) a Milano per preparasi ai prossimi esami per il passaggi di grado. Sono stati due giorni di allenamento incentrati sui programmi di Pushing & Pulling che mettono assieme tecniche di forme del Wing Tsun molto avanzate.

Ci vediamo martedì in palestra per continuare il lavoro svolto nel weekend !

 

Wing Tsun in Parco Solari

Wing Tsun in Parco Solari

Wing Tsun in Parco Solari a Milano

Wing Tsun in Parco Solari a Milano

Wing Tsun in Parco Solari a Milano

Wing Tsun in Parco Solari a Milano

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Wing Tsun EWTO

Wing Tsun EWTO

In occasione dell’inizio del corso di Wing Tsun Kung Fu EWTO per la città di Milano per l’anno 2013 – 2014  diamo la possibilità a tutti di poter partecipare gratuitamente ad uno stage introduttivo di Wing Tsun Kung Fu.

Lo stage si svolgerà a Milano città presso la palestra 360 Gym in via Moscati 11 nella giornata di Domenica 15 Settembre 2013 dalle 14:30 alle 17:00.

Lo stage è aperto a tutti;  dai neofiti che non hanno mai praticato arti marziali, o in genere corsi di autodifesa, ai praticanti di altre famiglie di Wing Tsun (Wing Chun, Ving Tsun, etc) e infine ai praticanti di altre arti marziali.

Durante lo stage si alterneranno fasi di teoria, esercizi a vuoto e in coppia, verrà presentato il programma di allenamento tradizionaleforme come Siu Nim Tao,Chum Kiu, le sezioni di Chi SaoInoltre verranno presentati i programmi della nuova didattica.

Oltre a me durante lo stage saranno presenti i miei assistenti che mi aiuteranno durante la lezione, tuttavia per mantenere un rapporto proporzionato fra assistenti e praticanti ricordo che è d’obbligo la prenotazione che può essere fatta via email scrivendo a david.calligaris@wingtsunmilano.com o telefonando alla palestra 360 Gym al numero 02-92805457

Programma dello Stage Gratuito di Wing Tsun

Teoria

Cos’è il Wing Tsun 

Storia & Leggenda

Wing Tsun tra Tradizione ed Evoluzione

Forme

Siu Nim Tao – Forma della Piccola Idea

Forme e didattica d’insegnamento

Esercizi con il partner

Blitz Defense Program

Folding Program

Colpitori

Focus & Scudi

Domande & Risposte

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Wing Tsun

Wing Tsun

Spesso quando si sente parlare di arti marziali, si sente la distinzione: arte marziale interna e arte marziale esterna.

In tutti questi anni di insegnamento e pratica mi sono innanzitutto trovato di fronte a delle interpretazioni alquanto bizzarre di questi due termini. Vediamo di iniziare con dei piccoli chiarimenti.

Arte marziale interna ed esterna non hanno nulla a che vedere con la posizione geografica dove si sono originate. Ad esempio interno ed esterno, costa della Cina. Esiste invece una distinzione geografica, ma viene fatta fra Nord e Sud della Cina.

Arte marziale interna ed esterna non hanno nulla a che vedere con il luogo dove veniva inizialmente praticata l’arte: se all’interno del tempio o palestra rispetto al giardino della palestra!

So che molte di queste affermazioni sembrano stupide, ma purtroppo mi è capitato di incontrare persone che facessero queste distinzioni.

Vediamo cosa si intende davvero per arti marziali interne ed esterne. Le arti marziali esterne prevedono un evidente uso esteriore di forza fisica che viene allenata con lo scopo di deflettere o bloccare il il colpo dell’avversario. Nella arti marziali interne invece la strategia di difesa non prevede di deflettere o bloccare il colpo, ma di rimuovere il bersaglio (es: corpo) del colpo. Le strategie per  rimuovere il bersaglio nelle arti marziali interne, poi, sono molteplici: possono andare dall’impulso visivo o attraverso il contatto tramite un impulso cinestesico o tattile. E’ per questo ultimo motivo che nelle arti marziali interne vengono praticati esercizi per lo sviluppo della sensibilità cinestesica (es: Chi Sao)

Il Wing Tsun è dunque un’arte marziale interna o esterna?

Dipende molto da come viene insegnato! In alcune scuole il Wing Tsun è uno stile puramente esterno i cui movimenti come Tan Sao, Pak Sao, Bong Sao, etc sono utilizzati per deflettere o bloccare/arrestare i colpi dell’avversario e viene insegnato così per tutto il percorso dello studente.

In altre scuole invece viene insegnato inizialmente un approccio esterno, più semplice da imparare agli inizi e di maggior efficacia, per poi man mano che si avanza, insegnare un approccio sempre più interno, questo perchè un’arte marziale interna richiede molto più tempo e lavoro per essere efficace.

A mio parere nella sua essenza massima il Wing Tsun è un’arte marziale completamente interna. Come la leggenda del Wing Tsun ci ricorda lo stile è stato inventato non da una donna ma da due (NgMui e Yim Wing Tsun) e inoltre lo stile prende il nome dall’allieva, non dalla maestra. Perchè prendo in evidenza questi fattori?

Secondo me queste due fattori sono dei rafforzativi per farci ricordare che è uno stile per persone deboli fisicamente. Dunque secondo quale principio (fisico, biomeccanico) una persona debole potrebbe rimuovere o bloccare (arte marziale esterna) un colpo dalla sua traiettoria senza danneggiarsi nel momento di farlo? Sono duque dei rafforzativi per ricordarci che il Wing Tsun deve essere unarte marziale totalmente interna?

Vi lascio ora con questi interrogativi. Se volete approfondire l’argomento vi invito a venire ad una mia lezione di Wing Tsun Kung Fu a Milano, per informazioni mandate una mail a: david.calligaris@wingtsunmilano.com

Spero di riuscire a trovare del tempo prossimamente per scrivere un post su questo blog di Wing Tsun Milano riguardo l’uso dell’uomo di legno nelle arti marziali interne ed esterne.

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Si-Hing Mauro - Allenamento al parco

Sihing Mauro – Allenamento al parco

“Don’t be stuck in the Form. Never.”  Non fermarti nella Forma.

Quante volte mi sono sentito ripetere queste parole dal mio insegnante. E le sento tutt’ora, dopo oltre due anni di pratica, perché il rischio è sempre dietro l’angolo. La tentazione di imparare “a memoria” un esercizio, invece che imparare ad “agire a memoria”, ossia in modo istintivo, è sempre lì. Apprendere l’esercizio invece che dall‘esercizio.

All’inizio, ovvio, il rischio è più concreto, anzi è scontato. Quando inizi a praticare WingTsun hai pochi riferimenti attorno. Ti trovi in un mondo che per sua natura ha ben pochi punti fermi, se non vaghi concetti fumosi di “cedimenti”, “morbidezza”, “adattamento”. Bla, bla bla… Tante parole. Sai solo che dovunque ti giri senti qualcuno che ti dice “Non irrigidirti! Non bloccare!” e così tu, bravo e ubbidiente allievo, non blocchi. E ti prendi un pugno in faccia. Poi un altro. E un altro ancora. Non sai che fare, senti la frustrazione salire, ma non sai come salvarti il muso. Non sei preparato e ti aggrappi a quello che puoi. Le Forme, così come tutti gli esercizi più strutturati (sezioni1, routine..), sono gli unici punti di riferimento che trovi e così finiscono ben presto per diventare il tuo “obiettivo”. Sei determinato, vuoi fare l’esercizio bene, fluido, perfetto. Segui un percorso, ma non ti accorgi che stai sbagliando strada. L’obiettivo non è l’esercizio, non è la sezione o la routine, ma quello che c’è dopo, il “principio” che sta dietro. L’esercizio in sé è solo un mezzo. Questo perché non si tratta di “tecniche” da imparare (in quel caso l’approccio sarebbe corretto), ma di reazioni del corpo da interiorizzare. È quello il vero scopo dell’esercizio. Cascare nell’errore è però facilissimo, anche quando ne sei pienamente consapevole.

Cedere, adattarsi, assorbire sono concetti fantastici, ma alle orecchie del principiante sono solo belle parole, perché purtroppo il cervello e il fisico non sono una macchina razionale, vanno ad istinto. E all’inizio l’istinto è quello ‘sbagliato’, porta ad irrigidirsi e così….blocchi! Bloccare – o parare, come si è soliti dire – per  un praticante di WingTsun equivale al supremotremendocattivissimopeggior errore che si possa commettere.  Sei colpevole e da condannare alla pena massima: legato all’uomo di legno a subire pugni a catena per l’eternità 😀 (Si scherza, obviously…)

Quindi, dicevamo, cerchi di stoppare tutti i colpi dell’avversario. Perché? Perché da sempre, da quando siamo piccoli, abbiamo imparato a fare così, a buttare le mani avanti e stoppare ciò che ci arriva addosso. C’è poco da fare, se cado metto le mani avanti e evito di lasciare i denti sul pavimento. Allo stesso modo, se mi arriva un pugno in faccia, butto le mani avanti e lo blocco! Mi proteggo! La prima parte – lanciare le mani avanti a sé – è ottima, la seconda invece non è la soluzione migliore, almeno non contro chi è più forte di te. Muoversi, spostarsi, uscire dal target è forse più efficace. Ma dopo anni di ‘condizionamento naturale’, non puoi riprogrammare il cervello con semplici parole solo perché il tuo insegnante di WT dice che si fa così. Devi quindi fornire input costanti, ogni giorno, fino a che non cambi modo di agire. La didattica serve a questo, non a ricreare possibili situazioni reali. La realtà non sarà mai come in un esercizio. Sono balle! Forse può valere negli sport da combattimento, dove tra lo sparring e l’incontro le differenze sono minori. Ma rispetto ad una rissa da strada o a un aggressione, c’è in mezzo un mare. Troppe variabili, molta tensione in più, il cervello che ti mostra la scritta “temporarily unavailable” e i muscoli – specialmente quelli delle braccia – che si contraggono e ti immobilizzano. Un esercizio non potrà mai ricalcare questa situazione, è da ingenui crederlo. Non è quello il suo obiettivo.

Gli esercizi e le forme da tuoi amici possono diventare i tuoi peggiori nemici, se non sei in grado di gestirli bene. Dalla chiave per la libertà diventano la tua gabbia, auto-costruita per giunta.

La sfida, quindi, non è fare l’esercizio alla perfezione, ma capire cosa vuole trasmettere e farlo talmente tante volte da innestare una reazione spontanea e inconscia allo stesso stimolo in una situazione reale e inattesa. Già, la ciccia è tutta qui. Che quando ci alleniamo sappiamo cosa vuole fare l’avversario, ce lo aspettiamo (ovvio…) e quindi reagire è infinitamente più semplice. In una situazione reale invece non abbiamo idea di cosa farà il nostro potenziale avversario. Imparare a memoria gli esercizi espone proprio a questo problema. Se invece permettiamo al corpo di imparare i movimenti (intesi come reazioni, non come tecniche) che quel particolare esercizio vuole sollecitare, allora avremo una speranza in più di reagire in modo efficace.

La linea che separa le due cose è sottile e quasi invisibile. Come fare allora ad allenarsi bene?  Come riconoscere se si è sulla strada giusta? Beh, dalla mia breve esperienza posso dire che nel momento in cui vi accorgete che un esercizio vi riesce da manuale, tanto che state per chiamare l’amico con l’iphone per farvi riprendere e caricare il video su youtube…..quello è proprio il momento in cui “iniziare” ad allenarlo sul serio. Se l’esercizio può darvi qualcosa, lo farà DA QUEL MOMENTO in poi. Non prima. Fermarsi lì equivale a conoscere una ragazza, chiacchierarci tutta la sera e quando lei sta per lasciarvi il numero, cambiare tavolo. Non molto utile, vero? So, don’t stop, go on practicing!

E se il vostro compagno di allenamento è in gamba, cercherà di mettervi in difficoltà, di variare leggermente gli attacchi, per non farvi abituare e non farvi eseguire l’esercizio e basta. Se supererete brillantemente questi ostacoli, allora potrete andare fieri di aver fatto un buon lavoro.

Come mi ripete sempre il mio insegnante (che è effettivamente un po’ troppo logorroico), le sezioni e tutti gli esercizi sono solo un ponte per andare da qualche parte. Non sostate su quel ponte. Non è importante l’esercizio o la sezione. Potete creare i vostri personali esercizi, sezioni, routine, quello che volete. Le sezioni in particolare sono solo una delle migliaia di modi di allenare una particolare reazione. Scegliete voi il modo che preferite. Probabilmente ci sono modi migliori, esercizi ugualmente efficaci, se non di più. Quello che conta è l’idea, il principio custodito nell’esercizio. Quello è l’unica cosa che deve essere rispettata.

Non pensate “Questa è la sezione e in combattimento devo fare così.” No, shit, via, dimenticatelo. Il WingTsun non insegna “movimenti”, insegna a muoversi. È questo forse l’aspetto che più differenzia questo stile rispetto alle altre arti marziali. È questa, forse, la lezione più importante che io abbia imparato.

Mauro De Toni

(1) Piccola nota sulle sezioni. Le sezioni sono delle sequenze prestabilite di attacchi e difese – una sorta di Forme fatte in due – basate sulla pressione corporea. In soldoni chi attacca genera una pressione (attraverso un pugno, una spinta, …) e chi difende reagisce su impulso di quella pressione, agendo dunque attraverso uno stimolo tattile e non visivo. Sia gli attacchi sia le difese sono già definiti, quindi si tratta di uno stimolo tattile “facilitato”, banalmente perché so già cosa farà il mio avversario. Eseguire correttamente le sezioni è però ben più complesso di quel che si creda. Ogni Sezione è composta da un determinato numero di attacchi e difese, in una specie di coreografia. Da notare bene che, per i motivi sopra espressi, non sono una simulazione di combattimento, ma fanno invece parte di un programma didattico. Come detto nell’articolo – ma ribadirlo non fa mai male :p – lo scopo delle Sezioni e di tutti gli altri esercizi è quello di insegnare in modo “sistematico” determinate reazioni corporee, da richiamare poi istintivamente al ‘momento giusto’ (si spera mai…).

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Sifu Matthias Gold

Sifu Matthias Gold

Le più sentite congratulazioni a Sifu Matthias Gold dell’accademia di Wing Tsun EWTO di Vienna per l’ottenimento del suo sesto grado superiore di Wing Tsun !

Congratulazioni da me e da tutto il gruppo di Wing Tsun Milano !

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CorsoWingTsunMilano

CorsoWingTsunMilano

Le feste si avvicinano e per dare modo a tutti di organizzarsi con i viaggi e con il tempo da passare in famiglia pubblico il calendario delle lezioni del corso di Wing Tsun a Milano per il periodo di festività di Natale 2012.

Visto che comunque alcune lezioni si salteranno (Vigilia di Natale e Santo Stefano) vi abbiamo preparato una sorpresa: per tutto il mese di gennaio 2013 le lezioni del corso di Wing Tsun a Milano diventano TRE !

Ci alleneremo come al solito il lunedì e il giovedì dalle 20:30 alle 22:00 e in più ci sarà una lezione di Wing Tsun ogni sabato mattina il tutto senza nessuna modifica al costo dell’abbonamento.

Questo sarà il calendario delle lezioni del corso di Wing Tsun a Milano nel periodo di Natale 2012:

Dal 1 dicembre al 21 dicembre:

  • Corso di Wing Tsun Regolare – Lunedì e Giovedì 20:30 – 22:00

Dal 24 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013:

  • Lunedì 24 dicembre 2012 – Palestra Chiusa
  • Giovedì 27 dicembre – Lezione di Wing Tsun 20:30 – 22:00
  • Lunedì 1 gennaio 2013 – Palestra Chiusa
  • Giovedì 3 gennaio – Lezione di Wing Tsun 20:30 – 22:00

Dal 7 gennaio 2013 al 31 gennaio 2013:

  • Corso di Wing Tsun Regolare – Lunedì e Giovedì 20:30 – 22:00
  • Lezione di Wing Tsun ogni Sabato del mese di gennaio 2013 dalle 11:00 alle 13:00 (Segue poi pranzo assieme nella zona di Corso Sempione a Milano)

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Stage Wing Tsun Gratuito Milano 26 ottobre

Stage Wing Tsun Gratuito Milano 27 ottobre

Sabato 27 ottobre a Milano dalle 14:00 alle 16:00 presso la Palestra BeOne in Corso Sempione 10 a Milano si svolgerà uno stage gratuito di 2 ore di Wing Tsun.

Lo scopo dello stage è di far conoscere il Wing Tsun EWTO a tutti gli interessati, dai neofiti nel campo delle arti marziali, ai praticanti di altri stili e perché no, anche ai praticanti di Wing Tsun di altre famiglie (ES: Wing Chun, Ving Chun, Ving Tsun etc).

Durante lo stage si alterneranno fasi di teoria, esercizi a vuoto e in coppia, verrà presentato il programma di allenamento tradizionale, forme come Siu Nim Tao, Chum Kiu, le sezioni di Chi Sao. Inoltre verranno presentati i programmi della nuova didattica, i programmi di reazioni o ReakTsun.

Sarà anche l’occasione per affrontare e approfondire alcuni temi, come le differenze tra situazioni di aggressione e combattimento sportivo e per raccontare un po’ di storia del Wing Tsun .

Lo stage è completamente gratuito ed è aperto a tutti.

Per mantenere uno standard qualitativo adeguato i posti allo stage sono limitati, si invita dunque le persone interessate a prenotarsi allo stage utilizzando uno dei seguenti contatti:

Posta Elettronica

Palestra BeOne: reception@beoneclub.it

Insegnantedavid.calligaris@wingtsunmilano.com 

Telefono

Palestra BeOne02.89702100 – 02.89702101

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