Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Wing Tsun

Wing Tsun Kung Fu & Autodifesa 

Martedì 15 Settembre e Giovedì 17 Settembre 2015 presso la palestra 360 Gym in Via Moscati 11 a Milano si svolgeranno due lezioni di prova gratuite di Wing Tsun Kung Fu & Autodifesa. Le lezioni di prova si svolgeranno dalle 21:00 alle 22:30.

Per partecipare alla lezione sarà sufficiente parlare con la ragazza alla reception della palestra. Si raccomanda di presentarsi con una tuta da ginnastica e delle scarpe da ginnastica pulite.

Annunci

Read Full Post »

Diverse volte ci è stata fatta questa domanda da esterni, ma anche da nuovi allievi e perfino studenti avanzati che avrebbero già dovuto sapere la risposta:

perchè l’EWTO non prende parte alle competizioni?

MG_4996-650x290

Nelle competizioni è essenziale rispettare certe regole in modo che i combattimenti possano rimanere verosimilmente esenti da infortuni seri, altrimenti sarebbero aboliti. Perfino eventi full-contact come la UFC (Ultimate Fighting Championship), che ha portato notevole realismo e disillusione nel mondo delle arti marziali, non sarebbero possibili senza delle precise regolamentazioni.

I seguenti attacchi, per esempio, sono vietati dal regolamento della UFC:

  • Colpi con la testa (molto usati per strada!)
  • Colpi agli occhi (molto efficaci, ad esempio in una situazione di combattimento a terra)
  • Morsi (un istinto ancestrale che pare sia ancora comuni tra i boxers)
  • Prese ai capelli (anche i bambini lo fanno, no?)
  • Colpi con le dita nelle cavità (ennesimo comportamento diffuso in un vero combattimento da strada)
  • Manipolazioni delle piccole articolazioni (piegare le dita per liberarsi da una presa è naturale)
  • Colpi alla colonna vertebrale o alla nuca (chiunque conceda le spalle dovrebbe aspettarselo)
  • Colpi verso il basso con la punta del gomito (parte del nostro repertorio standard, ad esempio difendendo un takedown in stile lotta-libera)
  • Colpi alla gola di qualsiasi tipo, prese alla trachea (i colpi al collo sono gli unici che permettono di fermare un avversario fisicamente superiore)
  • Artigliare, pizzicare (anche le ragazze lo fanno)
  • Afferrare la clavicola (bersagliarla è pratica comune nel kung-fu)
  • Calciare i reni con i talloni (un ovvio attacco se a terra)
  • Proiettare l’avversario al di fuori del ring (in strada un avversario è spinto contro oggetti o giù dalle scale!)
  • Attaccare durante un intervallo (in un combattimento stradale non ci sono pause, si continua fino alla fine senza interruzioni!)
  • Attaccare un avversario che è sotto protezione dell’arbitro (niente arbitro per strada!)
  • Attaccare un avversario dopo il suono della campana (niente campane in un combattimento reale!)
  • Evitare il contatto con un avversario (un comportamento sensato nel mondo reale…)
  • Interferenze da terze parti (sempre da aspettarsi nella realtà)

Le tecniche proibite nelle competizioni sportive sono sempre le più efficaci…è proprio per questo che sono proibite !

Sono proprio questi gli attacchi e le rispettive difese che dovremmo praticare per imparare a difenderci là fuori, nel mondo reale!

ufc_92_rashad_evans_vs_forrest_griffin_1_3243x2162

Il campione di MMA Forrest Griffin, (Got Fight, New York, 2009, P.52) consiglia unicamente queste tecniche proibite e una forma di pugni a catena come difesa da strada: “Combattere in strada…è molto diverso dal combattere professionalmente in un ring o nelle gabbia…Il mio consiglio per difendersi in strada è di abbassare la testa, alzare le mani e lanciare i pugni il più velocemente possibile dal tuo mento a quello del tuo avversario mentre si avanza. Non vuoi mai arretrare, sempre muoversi verso l’avversario. Quando hai chiuso la distanza e non puoi più colpire con i pugni, usa i gomiti. Quando non puoi più colpire con i gomiti, prendilo a testate. Questo tipo di aggressività cieca e feroce è il miglior modo per vincere un combattimento in strada, e parlo per esperienza...”.

Le regole delle competizioni disarmano noi praticanti di WT

Se un praticante di WT dovesse combattere seguendo le sovramenzionate regole, con la sola eccezione dei pugni a catena contro la testa dell’avversario, risulterebbe completamente indifeso poichè il nostro obiettivo principale per gli attacchi (anche se proibito nelle competizioni) è sempre l’area del collo/gola del nostro avversario.

Personalmente userei i pugni a catena del WT solo come attacco a sorpresa contro un avversario non preparato, e ho avuto diversi successi con questa strategia in passato. Un avversario esperto invece, qualcuno che abbia familiarità con i pugni a catena, cercherebbe di schivarli da sotto attaccando come un wrestler: mirando alle gambe e cercando un takedown. In questo caso noi saremmo forzati a colpire la sua nuca e la schiena (spina dorsale) usando i gomiti (proibito nelle competizioni). Altrimenti finiremmo sicuramente a terra con lui.

big-takedown

Una volta a terra, un attacco con le dita agli occhi e un colpo dall’alto al basso con i gomiti (entrambi giustamente proibiti nelle competizioni) sono alcuni tra gli attacchi più efficaci nell’arsenale del WT. Non c’è da meravigliarsi che gli attacchi dall’alto coi gomiti (che sfruttano la gravita!) e gli attacchi agli occhi siano proibiti perchè renderebbero praticamente impossibile un altrimenti spettacolare combattimento a terra! (e manderebbero all’ospedale dozzine di atleti! -ndt)

Le tecniche utilizzabili all’interno di una competizione non devono essere troppo pericolose: “se una tecnica può essere praticata a forza piena in ambiente competitivo, allora per forza di cose è una tecnica che non può uccidere, paralizzare o mutilare, tutte cose che per quanto popolari o non popolari, devono essere insegnate e automatizzate nella psiche e nel sistema nervoso dello studente.” Brad Steiner

Per far perdere conoscenza a qualcuno utilizzando tecniche da regolamento è necessaria una forza quasi sovrumana. Non è quindi una sorpresa che gli atleti che partecipano a queste competizioni siano tutti dei Superman.

Utilizzare in competizione sistemi pensati per un combattimento realistico è pura follia! “Se un sistema è realmente pensato per il combattimento, allora qualsiasi competizione o allenamento full-contact delle tecniche (a parte contro dummies d’allenamento o altri supporti) non è altro che totale pazzia.” Prof. Brad Steiner

Differenze tra le competizioni sportive e la realtà

Per essere davvero realistiche, le competizioni, per quanto sanguinose possano essere, dovrebbero essere svolte senza arbitro, su del cemento o in un bar con sedie, tavoli, bicchieri e vassoi. Dovrebbero essere permesse armi nascoste e soprattutto dovrebbe essere rimossa la gabbia/ring in modo che terze parti possano intervenire, come succede nella realtà

A volte le cose succedono senza preavviso

Ma la differenza non sta solo nella violenza senza compromessi del combattimento reale (attacchi a sorpresa, agguati…) La principale differenza è che spesso le cose iniziano senza alcun segnale se non la volontà dell’attaccante a iniziare.

Niente distanza

Non esiste distanza da coprire tra gli avversari a scapito di tempo. In una competizione è possibile tenere l’avversario a distanza con i piedi, ma in combattimenti reali l’avversario -ad esempio- si è già portato a distanza d’attacco ingannandoci o parlando prima di scattare.

Un colpo è sufficiente per il KO

Un lottatore che è in grado di colpire un punto vulnerabile con una forza coerente con il suo range e senza alcun preavviso (ad es. senza caricare il pugno o spostare visibilmente il proprio peso) manderà KO il proprio avversario prima che questo realizzi che il combattimento è iniziato.

Un lottatore allenato, per esempio, ha bisogno di non più di 1/10 di secondo per portare un colpo da KO senza avviso da una distanza di 30cm. Ma come qualunque persona, la vittima subirà un “ritardo da shock” che durerà anch’esso 1/10 di secondo. In teoria quindi la vittima potrebbe reagire solo quando è ormai già KO. Neanche il più intensivo allenamento di boxe e lo sparring più realistico possono quindi proteggere contro un KO da un piccolo teppista di città. (E’ per questo che non possiamo permetterci di aspettare un “visibile caricamento del pugno” prima di agire per legittima difesa. Sfortunatamente molti giudici si aspettano proprio questo, per ignoranza)

Il combattimento non dura 10 round

Nella mia esperienza di combattimenti reali – la maggior parte dei quali era a senso unico, con uno solo dei due avversari che colpiva – tutto finiva dopo i primi 2.5 secondi. Non è richiesta molta resistenza fisica, che vuol dire che anche avversari sovrappeso o fuori forma sono una minaccia che viene solitamente sottostimata.

Le armi principali sono spinte e “haymakers” (ampi pugni circolari). Chiunque perde l’equilibrio e cade a terra oggigiorno è praticamente morto, o comunque alla mercè della compassione del suo avversario, visto che potrebbe essere calpestato in testa con scarpe rinforzate.

Un avversario solo è una rarità oggi!

Chiunque afferri l’avversario quando questo afferra, o lotti (wrestling) quando questo lotta (wrestling), si immobilizza e cade vittima degli amici/compagni dell’avversario. Solo attacchi rapidi al collo e alla testa, uniti al cambio costante della posizione ci danno possibilità di combattere. Lottare in terra è qualcosa da evento con spettatori, isola deserta o allenamento di resistenza. Un lottatore che è riuscito a sottomettere il proprio avversario a terra può essere benissimo spostato o attaccato dagli amici/compagni dell’avversario. Lottare a terra è molto utile per allenare la resistenza. Se parliamo di difesa personale da strada, noi pratichiamo “tecniche anti-lotta a terra”, ad esempio per evitare di essere portati a terra o per rialzarci in fretta se serve.

Lo sparring non è un tipo di allenamento particolarmente adatto al WT

Lo sparring convenzionale, dove due compagni attaccano e difendono, è adatto per allenare resistenza per le competizioni, ma di sicuro non è un metodo adeguato per il WingTsun (WT). Il WT dovrebbe usare la forza dell’attaccante, visto che ovviamente questo ne ha a sufficienza. Noi non combattiamo quindi “contro” ma piuttosto “con” il nostro avversario. Prendiamo in prestito la sua forza per i nostri scopi, trasformando la sua presa nel nostro colpo e il suo colpo nella nostra presa. Non esistono per nessun aggressore altri modi di poter imporre la sua forza contro di noi. Ma per fare questo abbiamo bisogno di una grande quantità di sensibilità tattile e di pratica. Fare sparring non ci dà questo tipo di pratica. Lo sparring è come un monologo alternato: prima un compagno attacca e l’altro si protegge, poi è il turno dell’altro compagno. In una situazione tra la vita e la morte, questo semplicemente non succede. Il WT si interessa al vero combattimento e quindi ci interessiamo esclusivamente nel simultaneo e non nel consecutivo. Nel WT è per definizione la persona più debole a difendersi (originariamente una donna, personificazione della parte dotata di minor forza fisica) contro un attaccante più forte. Tutto dev’essere finito in 4 secondi, altrimenti il combattimento è perso. Questo è il motivo per cui non c’è nessun “tira” e “spingi”, e niente scambi di colpi ad alto dispendio energetico. Dobbiamo rimpiazzare la forza con l’unità corporale, e la velocità con il timing. Il nostro knockout deve arrivare quando l’avversario ha intenzione di muoversi, o nello stesso attimo del suo primo movimento, o quando carica la sua arma prescelta (ad esempio un pugno). Se siamo presi di sorpresa (più aggressori?), il nostro attacco in risposta deve scaturire direttamente dalla prima reazione di shock. Dopodichè dobbiamo immediatamente ritirarci. Il nostro obiettivo non è vincere ma sopravvivere!

Combattiamo esclusivamente quando non ci sono alternative

A meno di  essere guerrieri professionisti (forze speciali, militari, polizia, bodyguards…) e avere un lavoro che richieda il nostro intervento alla ricerca del conflitto, non abbiamo alcun interesse a misurarci contro un avversario. Non abbiamo desiderio di combattere, di sicuro non per qualche oscuro concetto di onore o per il nostro ego, per soldi o per gloria. Il combattimento, o piuttosto la nostra difesa, ci è forzata dall’aggressore. Noi non sfidiamo nessuno in strada, e non accettiamo sfide. Abbiamo quindi la coscienza pulita per difendere noi stessi utilizzando qualsiasi mezzo a disposizione. Il fatto di essere uomini che rispettano la vita, e risparmiano la vita del loro aggressore se è possibile, è un altro discorso. Innanzi tutto, è la nostra vita e la nostra salute che valgono più di quelle del nostro aggressore – dopo tutto, non siamo stati noi a cercare il combattimento, vi siamo stati forzati!

Le competizioni sportive non provano che un sistema di difesa personale sia efficace

Le persone che non si sono preoccupate delle teorie scientifiche sul combattimento credono di poter testare la logica di combattimento del proprio stile e la sua efficacia con lo sparring o nelle competizioni. In realtà tutto ciò che ottengono da questo è testare e sviluppare la propria resistenza e spirito combattivo. Sono le persone che combattono altre persone in una competizione, non strategie contro strategie. Un sistema di difesa personale è una strategia, un software per così dire. Dobbiamo escludere il fattore umano individuale dalla comparazione: questo risulta difficile perchè è la persona stessa che deve implementare la strategia con la sua testa e il suo corpo. Per fare una comparazione tra sistemi di combattimento, bisogna lasciare che le loro strategie combattano tra di loro. Se vogliamo comparare sistemi di combattimento, stili e metodi tra di loro, dobbiamo conoscere le loro strategie, i loro principi, le loro strutture e le loro “tecniche”, inserire tutto in un programma – un po’ come i tornei di scacchi con computer – e lasciarli competere tra di loro. Un piccolo numero di ricercatori del combattimento sta lavorando al momento su software di questo tipo, insieme a noi o indipendentemente. Si tratta sicuramente di un compito difficile, perchè a differenza dei tornei con Robert Axelrod, in cui la strategia in stile WT del “occhio per occhio” regna suprema, ci sono più di due decisioni alternative in un combattimento reale, e le “mosse” non sono consequenziali ma avvengono allo stesso tempo.

Come riconosciamo la strategia di un sistema?

Il problema inizia con la domanda, in quanto solo pochissimi maestri sono in grado di esplicitare e formulare i principi del proprio stile. A parte i rappresentanti dei cosiddetti “stili interni” (tra cui includo anche il nostro WT), personalmente ho visto questo solo in alcuni stili di combattimento con spada, il nostro Escrima EWTO e – forse con sorpresa per molti – nel Muay Thai.

In alcuni casi un osservatore potrebbe avere anche l’impressione che uno stile consista solo di “tecniche” che si abbinano tra di loro più o meno bene. In questo caso il nostro WT se la cava facilmente, essendo la nostra strategia definita con precisione dai principi di combattimento che seguiamo (assorbi ciò che viene, segui all’orginie ciò che và, attacca quando la via è aperta) e i sotto-principi derivati da questi, che sono in fine tradotti nei movimenti in congiunzione con le strutture del WT. La nostra strategia determina anche le nostre azioni in combattimento, che è un vantaggio inestimabile in quanto ci toglie il peso di dover prendere decisioni consumando tempo prezioso.

E c’è pure un’altra ragione importante per non prendere parte alle competizioni: Wu Wei

Innanzitutto le competizioni sportive tra due individui non provano che gli stili che questi seguono siano migliori l’uno dell’altro. Secondariamente ci rifiutiamo di soddisfare la libidine di masse di spettatori per rispetto alla vita e per ragioni etiche. Inoltre, per lo stress del tempo limite e le aspettative degli spettatori verso i combattenti, le competizioni pubbliche prevengono per loro natura il Wu Wei, cioè l’azione senza intenzione. Senza Wu Wei però non può esserci vittoria senza sforzo, perchè la costante intenzione a fare una certa tecnica e apparire bene agli occhi del pubblico genera preoccupazione e tensione costante. Questa ovvia tensione ad esempio privò Vitali Klitshko, conosciuto per la ferocia dei suoi pugni, di una vittoria per KO contro Shannon Briggs nel WBC World Championship in Amburgo il 16.10.2010. Il campione del mondo dal pugno pesante non è riuscito ad ottenere un KO in 12 rounds, nonostante abbia ridotto il proprio avversario ad aver bisogno di cure mediche in ospedale a causa di diverse fratture.

Keith R. Kernpecht

wingtsunwelt.com

KeithKernspecht

Keith Kernspecht

Read Full Post »

Ciao Jeff

Con profonda tristezza comunico che ieri sera a Monaco Isaac Ware conosciuto con il soprannome di Jeff ci ha lasciato.

Ciao Jeff

ho avuto molto piacere di averti conosciuto e di essermi allenato con te.

David

 

Isaac Ware

Isaac Ware

Read Full Post »

In questi giorni David Calligaris di wingtsunmilano.com è stato intervistato da Salvatore Passaro per un articolo su affaritaliani una delle testate online più lette in Italia!

Questa sera l’articolo era in Prima Pagina ! Un grazie sincero di cuore a Salvatore per questa bellissimo articolo !

Questo il link all’articolo: http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/dopo-parigi-la-primavera-delle-nuove-arti-marziali.html?refresh_ce

Ricordo a tutti gli interessati a provare questo stile di Arti Marziali lo stage gratuito di domenica 18 Gennaio.

 

Wing Tsun Milano su Affaritaliani

Wing Tsun Milano su Affaritaliani

 

Read Full Post »

CorsoWingTsunMilano

CorsoWingTsunMilano

Domenica 18 Gennaio 2015 dalle ore 10:00 alle ore 13:00 presso la Palestra 360 Gym in via Moscati 11 a Milano si terrà una lezione di prova gratuita di Wing Tsun Kung Fu.

La lezione di prova gratuita è aperta a tutti, a chi non ha praticato mai arti marziali o altri sport, agli sportivi più attivi e ai praticanti di altre arti marziali.

Questo il programma della lezione di prova:

  • Saluto
  • Teoria: Breve storia del Wing Tsun
  • Pratica: Prima Forma Siu Nim Tao
  • Pratica: Esercizi di base a vuoto
  • Pratica: Esercizi di base con i compagni
  • Teoria: Combattimento sportivo & autodifesa
  • Pratica: Posizioni di guardia e programma di Blitz Defence 1
  • Pratica: Esercizi con  colpitori e scudi
  • Teoria: Domande & Risposte

Al fine di mantenere un rapporto adeguato fra istruttori e nuovi praticanti è obbligatoria la prenotazione. Per prenotarvi inviate una mail a: david.calligaris@wingtsunmilano.com oppure telefonare direttamente alla Palestra 360 Gym di Milano in via Moscati 11, al seguente numero: 02 92805459

Per raggiungere la palestra ricordo i seguenti mezzi pubblici:

  • BikeMi (Il BikeSharing di Milano): Stazione 137 Sempione RAI  – 181 Sempione Melzi d’Eril – 187 Sarpi Albertini
  • Metropolitana a 10 minuti a piedi dalla Fermata Cadorna o Moscova
  • Tram Linee 1 & 19
  • Bus Linee 43, 57

Inoltre in zona sono presenti sempre le macchine dei servizi car sharing come car2go, enjoy, twist etc. Infine c’è possibilità di parcheggiare gratuitamente la propria macchina lungo Corso Sempione.

Read Full Post »

Pochi minuti fa sul profilo twitter del Gran Maestro Kernspecht è apparsa una foto di Dai Sifu Oliver Konig responsabile nazionale per l’Austria in maglia gialla. La maglia è la divisa ufficiale EWTO di 9 grado superiore di Wing Tsun, grado di Gran Master.

Al momento nella EWTO (European Wing Tsun Organization) c’è solo un altro allievo del Gran Maestro Kernspecht ad avere questa maglia: il Gran Maestro Giuseppe Schembri responsabile nazionale della Svizzera !

Il Gran Mestro Kernspecht invece indossa la maglia gialla con i colori invertiti distintiva di Gran Master di 10 grado superiore di Wing Tsun.

I complimenti da tutti i praticanti del gruppo http://www.wingtsunmilano.com a Dai Sifu Oliver Konig 

Oliver Konig in Maglia Gialla

Oliver Konig in Maglia Gialla

 

 

Read Full Post »

Avviso tutti i partecipanti del corso di Wing Tsun EWTO di Milano che le lezioni riprenderanno regolarmente dal giorno giovedì 8 gennaio 2015 sempre presso la Palestra 360 Gym in Via Moscati 11 a Milano.

Le lezioni si svolgeranno:

  • Martedì 20:45 – 22:15
  • Giovedì 20:45 – 22:15

E’ possibile raggiungere la palestra con i seguenti mezzi pubblici:

  • BikeMi (Il BikeSharing di Milano): Stazione 137 Sempione RAI  – 181 Sempione Melzi d’Eril – 187 Sarpi Albertini
  • Metropolitana a 10 minuti a piedi dalla Fermata Cadorna o Moscova
  • Tram Linee 1 & 19
  • Bus Linee 43, 57

Inoltre in zona sono presenti sempre le macchine dei servizi car sharing come car2go, enjoy, twist etc. Infine c’è possibilità di parcheggiare gratuitamente la propria macchina lungo Corso Sempione.

Per informazioni ci potete contattare a: david.calligaris@wingtsunmilano.com

Wing Tsun EWTO

Wing Tsun EWTO

Read Full Post »

Older Posts »