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Archive for the ‘Allenamenti’ Category

 

Stage Wing Tsun Gratuito Milano

Stage Wing Tsun Gratuito Milano

Il 25 Novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (fonte) a Milano Città presso la Palestra 360 Gym  in via Moscati 11 si svolgerà una lezione particolare di Wing Tsun & Autodifesa dedicata alle donne.

Ricordo che il Wing Tsun è un arte marziale intrinsecamente legata alle donne.  A titolo d’esempio ricordo la leggenda sull’origine dell’arte marziale. Il Wing Tsun è un arte marziale nata in Cina circa 400 anni fa, non solo da una donna, ma ben da due, una monaca chiamata Ng Mui e la sua prima allieva, che si chiamava appunto Wing Tsun (tradotto: bella come la primavera).  Il solo fatto di ricalcare che il Wing Tsun non è nato solo da una donna, ma ben da due, sottolinea l’importanza delle donne nel sistema.

La lezione sarà di prova sarà completamente gratuita si svolgerà dalle 20:45 alle 22:15. Per partecipare alla lezione sarà necessaria una tuta e un paio di scarpe da ginnastica. Per prenotarsi a questo evento si raccomanda di inviare una mail a: david.calligaris@wingtsunmilano.com 

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Questo weekend i ragazzi di Wing Tsun Milano si sono allenati duramente per due giorni al Parco Solari (Giardini Don Giussani) a Milano per preparasi ai prossimi esami per il passaggi di grado. Sono stati due giorni di allenamento incentrati sui programmi di Pushing & Pulling che mettono assieme tecniche di forme del Wing Tsun molto avanzate.

Ci vediamo martedì in palestra per continuare il lavoro svolto nel weekend !

 

Wing Tsun in Parco Solari

Wing Tsun in Parco Solari

Wing Tsun in Parco Solari a Milano

Wing Tsun in Parco Solari a Milano

Wing Tsun in Parco Solari a Milano

Wing Tsun in Parco Solari a Milano

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Wing Tsun EWTO
Lezione di Autodifesa & Wing Tsun Kung Fu

In occasione dell’inizio del corso di Wing Tsun Kung Fu EWTO Italia per la città di Milano per l’anno 2014  diamo la possibilità a tutti di poter partecipare gratuitamente ad uno stage introduttivo di Wing Tsun Kung Fu.

La lezione di autorifesa gratuita si svolgerà a Milano città presso la palestra 360 Gym in via Moscati 11 nella giornata di Domenica 19 Gennaio 2014 dalle 14:30 alle 16:30.

Lo stage è aperto a tutti;  dai neofiti che non hanno mai praticato arti marziali, o in genere corsi di autodifesa, ai praticanti di altre famiglie di Wing Tsun (Wing ChunVing Tsun, etc) e infine ai praticanti di altre arti marziali.

Durante lo stage si alterneranno fasi di teoria, esercizi a vuoto e in coppia, verrà presentato il programma di allenamento tradizionaleforme come Siu Nim Tao,Chum Kiu, le sezioni di Chi SaoInoltre verranno presentati i programmi della nuova didattica.

Oltre a me durante lo stage saranno presenti i miei assistenti che mi aiuteranno durante la lezione, tuttavia per mantenere un rapporto proporzionato fra assistenti e praticanti ricordo che è d’obbligo la prenotazione che può essere fatta via email scrivendo a david.calligaris@wingtsunmilano.com o telefonando alla palestra 360 Gym al numero 02-92805457

Programma della Lezione Gratuita di Autodifesa & Wing Tsun

Teoria

Cos’è il Wing Tsun 

Storia & Leggenda

Wing Tsun tra Tradizione ed Evoluzione

Forme

Siu Nim Tao – Forma della Piccola Idea

Forme e didattica d’insegnamento

Esercizi con il partner

Blitz Defense Program

Folding Program

Colpitori

Focus & Scudi

Domande & Risposte

P.S. Per motivi tecnici lo stage è stato spostato da Domenica 12 Gennaio 2014 a Domenica 19 Gennaio 2014

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Gran Master Kernspecht & Gran Master Schembri

Gran Master Kernspecht & Gran Master Schembri

Anche quest’anno consueto appuntamento con Gran Master Sifu Giuseppe Schembri (9 Grado MOC) per uno stage di Wing Tsun a Locarno in Svizzera a pochi kilometri di distanza con il confine italiano.

Gran Master Giuseppe Schembri è il secondo maestro di Wing Tsun più alto in grado in Europa. Allievo diretto del Gran Master Kernspecht ha recentemente ottenuto il nono grado superiore di Wing Tsun (divisa con la manica della maglietta gialla).

Per chi non ha mai visto il Gran Maestro Schembi in azione consiglio di guardare il video in fondo a questo post.

Lo stage di Wing Tsun si svolgerà a Locarno presso il Parco della Pace con il seguente orario:

Sabato 29 Giugno 2013 dalle 15:00 alle 17:30

Domenica 30 Giugno 2013 dalle 11:00 alle 13:30

Il costo per entrambi i giorni di stage è di 65,00 Euro (oppure 80 Franchi Svizzeri).

Il treno da Milano a Locarno se acquistato entro 15 giorni prima attraverso la tariffa SMART2 di Trenitalia costa 19,00 euro a tratta.

E’ possibile trovare inoltre una camera d’albergo per la notte di sabato 29 giugno al prezzo di 35 euro a persona.

Per aggregarsi a noi o ricevere maggiori informazioni inviate una mail a david.calligaris@wingtsunmilano.com

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MaiorcaItalianGroup

Anche quest’anno si è svolto lo stage internazionale di Wing Tsun EWTO a Palma di Maiorca tenuto dal Gran Maestro Keith Kernspecht , Gran Master Giuseppe Schembri e Dai Sifu Oliver Konig, Dai Sifu Andreas Gross e Master Stefan Crnko capo istruttori della Spagna.

Quest’anno la presenza italiana è stata più alta degli scorsi anni oltre a me e Mauro si sono aggiunti il mio allievo Giuseppe, Max (II TG) dal Friuli Venezia Giulia il quale ringrazio perchè in questi ultimi anni mi fa sempre compagnia in questi stage in EuropaMicky dalla provincia di Gorizia ed Elisa della provincia di Pisa.

Lo stage si è svolto anche quest’anno sulla spiaggia di Cala Rajada a Nord Est dell’isola di Maiorca e grazie a delle stupende giornate di sole non sono mancate le prime scottature.

A livello tecnico le giornate sono state divise fra lo studio dei programmi tradizionali (sezioni di chisao, forme ) e i programmi della nuova didattica. Importante parte dello stage sono state le quotidiane due ore lezione pomeridiana con Sigung accessibile solo dai gradi tecnici in cui si sono affrontati temi avanzati come la Forma dei Doppi Coltelli (Bart Cham Dao) e i programmi per Gradi Tecnici e Gradi Master della nuova didattica.

Siamo riusciti a dare un occhiata in anteprima anche alla copia in bozza nuovo libro di Sigung Kernspecht (L’essenza del Wing Tsun) che verrà presentato durante lo stage di Hockenheim a metà del mese di maggio.

Bellissima esperienza che speriamo di ripetere anche il prossimo anno magari sempre con un gruppo più numeroso !

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Si-Hing Mauro - Allenamento al parco

Sihing Mauro – Allenamento al parco

“Don’t be stuck in the Form. Never.”  Non fermarti nella Forma.

Quante volte mi sono sentito ripetere queste parole dal mio insegnante. E le sento tutt’ora, dopo oltre due anni di pratica, perché il rischio è sempre dietro l’angolo. La tentazione di imparare “a memoria” un esercizio, invece che imparare ad “agire a memoria”, ossia in modo istintivo, è sempre lì. Apprendere l’esercizio invece che dall‘esercizio.

All’inizio, ovvio, il rischio è più concreto, anzi è scontato. Quando inizi a praticare WingTsun hai pochi riferimenti attorno. Ti trovi in un mondo che per sua natura ha ben pochi punti fermi, se non vaghi concetti fumosi di “cedimenti”, “morbidezza”, “adattamento”. Bla, bla bla… Tante parole. Sai solo che dovunque ti giri senti qualcuno che ti dice “Non irrigidirti! Non bloccare!” e così tu, bravo e ubbidiente allievo, non blocchi. E ti prendi un pugno in faccia. Poi un altro. E un altro ancora. Non sai che fare, senti la frustrazione salire, ma non sai come salvarti il muso. Non sei preparato e ti aggrappi a quello che puoi. Le Forme, così come tutti gli esercizi più strutturati (sezioni1, routine..), sono gli unici punti di riferimento che trovi e così finiscono ben presto per diventare il tuo “obiettivo”. Sei determinato, vuoi fare l’esercizio bene, fluido, perfetto. Segui un percorso, ma non ti accorgi che stai sbagliando strada. L’obiettivo non è l’esercizio, non è la sezione o la routine, ma quello che c’è dopo, il “principio” che sta dietro. L’esercizio in sé è solo un mezzo. Questo perché non si tratta di “tecniche” da imparare (in quel caso l’approccio sarebbe corretto), ma di reazioni del corpo da interiorizzare. È quello il vero scopo dell’esercizio. Cascare nell’errore è però facilissimo, anche quando ne sei pienamente consapevole.

Cedere, adattarsi, assorbire sono concetti fantastici, ma alle orecchie del principiante sono solo belle parole, perché purtroppo il cervello e il fisico non sono una macchina razionale, vanno ad istinto. E all’inizio l’istinto è quello ‘sbagliato’, porta ad irrigidirsi e così….blocchi! Bloccare – o parare, come si è soliti dire – per  un praticante di WingTsun equivale al supremotremendocattivissimopeggior errore che si possa commettere.  Sei colpevole e da condannare alla pena massima: legato all’uomo di legno a subire pugni a catena per l’eternità 😀 (Si scherza, obviously…)

Quindi, dicevamo, cerchi di stoppare tutti i colpi dell’avversario. Perché? Perché da sempre, da quando siamo piccoli, abbiamo imparato a fare così, a buttare le mani avanti e stoppare ciò che ci arriva addosso. C’è poco da fare, se cado metto le mani avanti e evito di lasciare i denti sul pavimento. Allo stesso modo, se mi arriva un pugno in faccia, butto le mani avanti e lo blocco! Mi proteggo! La prima parte – lanciare le mani avanti a sé – è ottima, la seconda invece non è la soluzione migliore, almeno non contro chi è più forte di te. Muoversi, spostarsi, uscire dal target è forse più efficace. Ma dopo anni di ‘condizionamento naturale’, non puoi riprogrammare il cervello con semplici parole solo perché il tuo insegnante di WT dice che si fa così. Devi quindi fornire input costanti, ogni giorno, fino a che non cambi modo di agire. La didattica serve a questo, non a ricreare possibili situazioni reali. La realtà non sarà mai come in un esercizio. Sono balle! Forse può valere negli sport da combattimento, dove tra lo sparring e l’incontro le differenze sono minori. Ma rispetto ad una rissa da strada o a un aggressione, c’è in mezzo un mare. Troppe variabili, molta tensione in più, il cervello che ti mostra la scritta “temporarily unavailable” e i muscoli – specialmente quelli delle braccia – che si contraggono e ti immobilizzano. Un esercizio non potrà mai ricalcare questa situazione, è da ingenui crederlo. Non è quello il suo obiettivo.

Gli esercizi e le forme da tuoi amici possono diventare i tuoi peggiori nemici, se non sei in grado di gestirli bene. Dalla chiave per la libertà diventano la tua gabbia, auto-costruita per giunta.

La sfida, quindi, non è fare l’esercizio alla perfezione, ma capire cosa vuole trasmettere e farlo talmente tante volte da innestare una reazione spontanea e inconscia allo stesso stimolo in una situazione reale e inattesa. Già, la ciccia è tutta qui. Che quando ci alleniamo sappiamo cosa vuole fare l’avversario, ce lo aspettiamo (ovvio…) e quindi reagire è infinitamente più semplice. In una situazione reale invece non abbiamo idea di cosa farà il nostro potenziale avversario. Imparare a memoria gli esercizi espone proprio a questo problema. Se invece permettiamo al corpo di imparare i movimenti (intesi come reazioni, non come tecniche) che quel particolare esercizio vuole sollecitare, allora avremo una speranza in più di reagire in modo efficace.

La linea che separa le due cose è sottile e quasi invisibile. Come fare allora ad allenarsi bene?  Come riconoscere se si è sulla strada giusta? Beh, dalla mia breve esperienza posso dire che nel momento in cui vi accorgete che un esercizio vi riesce da manuale, tanto che state per chiamare l’amico con l’iphone per farvi riprendere e caricare il video su youtube…..quello è proprio il momento in cui “iniziare” ad allenarlo sul serio. Se l’esercizio può darvi qualcosa, lo farà DA QUEL MOMENTO in poi. Non prima. Fermarsi lì equivale a conoscere una ragazza, chiacchierarci tutta la sera e quando lei sta per lasciarvi il numero, cambiare tavolo. Non molto utile, vero? So, don’t stop, go on practicing!

E se il vostro compagno di allenamento è in gamba, cercherà di mettervi in difficoltà, di variare leggermente gli attacchi, per non farvi abituare e non farvi eseguire l’esercizio e basta. Se supererete brillantemente questi ostacoli, allora potrete andare fieri di aver fatto un buon lavoro.

Come mi ripete sempre il mio insegnante (che è effettivamente un po’ troppo logorroico), le sezioni e tutti gli esercizi sono solo un ponte per andare da qualche parte. Non sostate su quel ponte. Non è importante l’esercizio o la sezione. Potete creare i vostri personali esercizi, sezioni, routine, quello che volete. Le sezioni in particolare sono solo una delle migliaia di modi di allenare una particolare reazione. Scegliete voi il modo che preferite. Probabilmente ci sono modi migliori, esercizi ugualmente efficaci, se non di più. Quello che conta è l’idea, il principio custodito nell’esercizio. Quello è l’unica cosa che deve essere rispettata.

Non pensate “Questa è la sezione e in combattimento devo fare così.” No, shit, via, dimenticatelo. Il WingTsun non insegna “movimenti”, insegna a muoversi. È questo forse l’aspetto che più differenzia questo stile rispetto alle altre arti marziali. È questa, forse, la lezione più importante che io abbia imparato.

Mauro De Toni

(1) Piccola nota sulle sezioni. Le sezioni sono delle sequenze prestabilite di attacchi e difese – una sorta di Forme fatte in due – basate sulla pressione corporea. In soldoni chi attacca genera una pressione (attraverso un pugno, una spinta, …) e chi difende reagisce su impulso di quella pressione, agendo dunque attraverso uno stimolo tattile e non visivo. Sia gli attacchi sia le difese sono già definiti, quindi si tratta di uno stimolo tattile “facilitato”, banalmente perché so già cosa farà il mio avversario. Eseguire correttamente le sezioni è però ben più complesso di quel che si creda. Ogni Sezione è composta da un determinato numero di attacchi e difese, in una specie di coreografia. Da notare bene che, per i motivi sopra espressi, non sono una simulazione di combattimento, ma fanno invece parte di un programma didattico. Come detto nell’articolo – ma ribadirlo non fa mai male :p – lo scopo delle Sezioni e di tutti gli altri esercizi è quello di insegnare in modo “sistematico” determinate reazioni corporee, da richiamare poi istintivamente al ‘momento giusto’ (si spera mai…).

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Kampf Logik 3

Kampf Logik 3

Il ReakTsun è un programma di allenamento che si è integrato da alcuni anni al programma di allenamento di Wing Tsun nella associazione WTOI (Wing Tsun Organizzazione Italia) ed EWTO (European Wing Tsun Organization).

Il Gran Maestro Kernspecht ha ideato questo programma di allenamento, composto da 24 elementi (6 x 4) come diretto successore dei  4 programmi di base di BlitzDefence.

Mentre nella BlitzDefence il principiante impara come agire “attaccando”, ossia anticipando con il corretto timing l’avversario, lo studente più esperto adotta col ReakTsun un approccio di tipo difensivo, imparando a reagire su impulso dell’avversario anche a una distanza più corta.

Nel ReakTsun la distanza è più breve e il momento della reazione è successivo rispetto alla BlitzDefence. Ecco perché il corpo ha un ruolo più importante.

Per essere in grado di affrontate gli esercizi di ReakTsun alcune qualità del Chi-Sao sono necessarie e imprescindibili. Per tale motivo il ReakTsun è inserito nei programmi dal 7° SG (Student Grade o Grado Allievi) in su, fino al 12°, ossia da quando gli allievi hanno iniziato a praticare Chi-Sao con continuità e posseggono già un livello di sensibilità adeguato.

Su questo programma Si-Gung Kernspecht ha anche sviluppato un follow-up per i Gradi Tecnici, le cosiddette ‘Quattro Routine‘. Questi esercizi sono principalmente associati alle abilità che si apprendono nella Biu-Tze (La Terza Forma del Wing Tsun).

Il ReakTsun non è, dunque, una derivazione particolare del WingTsun o un “nuovo” WingTsun, come erroneamente si è portati a credere. Si tratta invece di una parte integrante del programma completo di WingTsun, costruita con metodo innovativo attingendo agli elementi più avanzati del WingTsun, per consentire agli allievi di apprendere fin da subito una particolare capacità di movimento corporeo, condizionando il corpo a reagire istintivamente nel modo più efficiente ed efficace possibile.

Ovviamente è bene ricordare come lo studente non debba limitarsi ad “imparare” gli esercizi a memoria. Nel ReakTsun, così come in tutta la didattica del WT, gli esercizi sono solo ponti verso un obiettivo.

P.S.: Si ringraziano gli amici della NWTO come preziosa fonte d’ispirazione per questo post 🙂 (http://www.nwto.nl/index.php?option=com_content&view=article&id=377&Itemid=199&lang=en)

P.P.S.: Ringrazio particolarmente Sihing Mauro de Toni per l’adattamento di questo articolo ! 

Kampf Logik 3

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